Prosecco Valdobbiadene DOCG Superiore extra dry

Profumato, raffinato e fresco, il Prosecco Valdobbiadene DOCG racchiude tutti i sentori e la cultura delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, il territorio del nord-est dell’Italia che nel 2019 è diventato patrimonio Unesco. È prodotto con uve glera all’85%, secondo il disciplinare del Valdobbiadene DOCG. Questo permette di avere un Prosecco dalle qualità superiori che è perfetto per tutte le occasioni importanti: dall’aperitivo alla tavola, dagli eventi alle feste o aperitivi. Il Prosecco Valdobbiadene DOCG Superiore sa accompagnare e valorizzare tutte le portate senza essere mai soverchiante. Sorseggiato da solo esalta e sottolinea la gioia della convivialità.



Valdobbiadene Prosecco D.O.C.G.

Uvaggio: Glera
Grado Alcolico: 11,5%
Sapore: profumo fruttato, elegante e caratteristico, perlage fine e persistente.
Colore: Giallo paglierino scarico
Abbinamenti: ottimo aperitivo. Inconfondibile personalità anche come vino da fine o fuori pasto.
Temp. di Servizio: 8° C
Formati: 75 cl


Elegante



Le caratteristiche del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG

Il Prosecco Superiore Valdobbiadene DOCG è prodotto esclusivamente nella provincia di Treviso sulle colline situate tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene a circa 100 chilometri a sud delle Dolomiti. Sono rilievi collinari tra i 150 e i 350 metri sul livello del mare dove la cultura della coltivazione della vite si è espressa con caratteristiche particolari nella scelta del vitigno e nella lavorazione delle uve.

I 15 comuni del terroir sono Conegliano, Susegana, San Fior, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, Follina, Miane, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Vidor e Valdobbiadene. Tutti i prosecchi qui prodotti possono avvalersi della dicitura Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

Il vino DOCG proveniente dalle cantine del Prosecco può essere sia nella versione tranquilla, che non è effervescente, sia in quella frizzante, che possiede una effervescenza moderata. Ma è solo la versione spumante che può ottenere la menzione di Prosecco Superiore Valdobbiadene DOCG. Il metodo per ottenere il caratteristico perlage fine e persistente è la fermentazione Martinotti Charmat, dal nome dei due inventori.

Questa metodologia di spumantizzazione del vino venne sperimentata dall’astigiano Federico Martinotti nel 1895 e brevettata dal francese Eugène Charmat nel 1910. Si tratta di un procedimento che effettua la seconda fermentazione in grandi contenitori pressurizzati. A differenza del metodo champenoise, in cui il vino resta a lungo a contatto con i lieviti, questa fermentazione è più adatta alle uve dai sentori fruttati come il glera e ne conserva tutti i profumi e le caratteristiche restituendo delle bollicine assai eleganti e piacevoli.

Inoltre è un metodo di relativa facilità produttiva e dal preciso controllo della fermentazione. Fattore questo che ha permesso la produzione del Prosecco Superiore Valdobbiadene DOCG con alta qualità organolettica e sensoriale, ma a un prezzo decisamente concorrenziale rispetto allo champagne.

La sinergia tra eleganza dei sentori, piacevolezza di degustazione e costo, hanno decretato il successo su scala internazionale del Prosecco Superiore Valdobbiadene DOCG, che resta un vino spumante che dà carattere e frizzantezza a ogni occasione d’incontro.



Il territorio del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG riconosciuto patrimonio Unesco 

Le colline, coltivate prevalentemente a vite, di Conegliano e Valdobbiadene hanno ricevuto il riconoscimento come Patrimonio Mondiale Unesco nel 2019. Solo il Prosecco che viene da uve coltivate su queste colline può fregiarsi del marchio Valdobbiadene DOCG. Il conferimento da parte dell’organizzazione delle Nazioni Unite ha riconosciuto la peculiarità della storia del territorio e il suo legame con la sapiente e particolare coltura della vite che ha modellato il paesaggio rendendolo unico al mondo.

Le aspre dorsali collinari sono state adattate per secoli dall’ingegno degli agricoltori creando stretti terrazzamenti sui cigli scoscesi e permettendo l’attecchimento e la cura della vite. Nell’800 i fratelli Bellussi, per combattere la peronospora, hanno creato un metodo ingegnoso detto “bellussera”: una disposizione geometrica di alti pali di legno uniti da fili con una disposizione a scacchiera su cui si arrampicano i tralci.

Visto dall’altro sembra di guardare un singolare e riconoscibilissimo ricamo formato dalla vite e che racconta tutta la passione e l’ingegno della gente di questi luoghi. Una tenacia che, disponendo filari arroccati sui versanti delle colline e incorniciando con le vigne boschetti e zone abitate, ha trasformato questo territorio scosceso e disagevole in una coesistenza armoniosa di natura, agricoltura e uomini. Le pendenze delle colline danno condizioni perfette per il vitigno glera che non sopporta ristagni d’acqua, e impongono una coltivazione fatta quasi esclusivamente a mano.

Questo apporta un valore inestimabile al Prosecco di Valdobbiadene e a tutti gli altri prosecchi a denominazione DOCG del territorio, la cui ricchezza di sentori rimanda a una storia millenaria e unica.

Come si riconosce il Prosecco Valdobbiadene DOCG

La produzione del Prosecco Superiore Valdobbiadene DOCG avviene seguendo un rigoroso disciplinare che stabilisce aree, metodi di coltivazione, di vinificazione e infine etichette o diciture. Ogni bottiglia di Valdobbiadene Prosecco DOCG è contraddistinta dalla fascetta di Stato, che garantisce la qualità del vino e certifica il superamento di tutti i controlli eseguiti dal Consorzio di Tutela e Camera di Commercio.

La denominazione Valdobbiadene DOCG può essere seguita dalla scritta Prosecco Superiore nel caso di uno spumante. Extra dry indica un Prosecco amabile e con un residuo zuccherino che varia tra i 12 e i 17 grammi per litro. Non deve dunque trarre in inganno in rapporto alla denominazione Brut, perché rispetto a questo l’extra dry è leggermente più morbido e si presta ad essere accostato a piatti come primi delicati, pesce o carni bianche mentre diventa ideale da gustare come aperitivo o fuori pasto.

La presa di spuma deve avvenire con la metodologia Martinotti-Charmat che grazie alla rifermentazione in autoclave, permette di esaltare i profumi primari e secondari, conservando tutte le potenzialità organolettiche tipiche del glera e i suoi aromi fruttati e floreali. Infatti il disciplinare impone che il Prosecco Valdobbiadene DOCG Superiore sia ottenuto con uve contenente glera in misura non inferiore all’85%. Il Prosecco Valdobbiadene DOCG Pirani esalta la naturale l’eleganza olfattiva di questo prezioso vitigno.

Rispetto a un Prosecco DOC, il DOCG è fatto con uve che sono coltivate solo su terreni collinari, escludendo dei vigneti di fondovalle, di bassa pianura e quelli esposti a tramontana. Questo implica uve di maggior pregio e un tipo di coltivazione quasi esclusivamente manuale, con un aumento delle ore lavorate per ettaro, ma con un maggiore rispetto delle piante e del terreno che si riflette inevitabilmente nel perfetto equilibrio di un Valdobbiadene DOCG.


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